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La Rita, il testo pubblicato sulla G.U.

26-12-2016  La Rita (rendita pensionistica integrativa anticipata) consiste nella possibilità, per i lavoratori iscritti alla previdenza complementare, di ricevere dal fondo pensione di appartenenza (se non è a prestazione definita) una rendita temporanea, decorrente dal momento dell’accettazione della richiesta fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

Per la Rita sono necessari gli stessi requisiti richiesti per ricevere l’Ape, cioè almeno 63 anni di età e 20 anni di anzianità contributiva presso l’Inps.

In pratica, con la Rita il lavoratore riceverà, dal fondo pensione complementare, i contributi accumulati in modo frazionato, in tutto o in parte a seconda della scelta.

La tassazione della Rita sarà la stessa prevista per i fondi pensione complementari, cioè dal 15% al 9%.

Alla Rita potranno accedere anche i dipendenti pubblici che, anche in questo caso,  riceveranno Tfr e Tfs non alla cessazione dal servizio, ma nel momento in cui ne avrebbero maturato il diritto alla corresponsione in base alle norme attuali.

 


Il Testo pubblicato sulla G.U.


188. A decorrere dal 1º maggio 2017, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018, per i lavoratori in possesso dei  requisiti  di  eta', contributivi e di maturazione del diritto a pensione di vecchiaia  di  cui  al  comma  167  del  presente  articolo  e  in  possesso   della certificazione di cui al comma 168 del presente articolo,  a  seguito della cessazione del rapporto di lavoro, le prestazioni  delle  forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, con esclusione  di  quelle  in  regime  di  prestazione definita, possono essere erogate, in tutto o in parte,  su  richiesta dell'aderente, in forma di rendita  temporanea,  denominata  «Rendita integrativa temporanea anticipata»  (RITA),  decorrente  dal  momento dell'accettazione della richiesta fino al conseguimento dei  predetti requisiti di accesso  alle  prestazioni  nel  regime  obbligatorio  e consistente nell'erogazione frazionata, per il  periodo  considerato,del montante accumulato richiesto.

 

189. La parte  imponibile  della  rendita  di  cui  al   comma  188, determinata  secondo  le  disposizioni   vigenti   nei   periodi   di maturazione  della prestazione   pensionistica   complementare,   e' assoggettata alla ritenuta a titolo d'imposta con l'aliquota  del  15 per cento ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno  eccedente  il  quindicesimo  anno  di  partecipazione  a  forme pensionistiche complementari con un limite massimo di riduzione di  6 punti percentuali. A tal fine, se la data di iscrizione alla forma di previdenza  complementare e' anteriore al 1º gennaio 2007, gli anni di iscrizione prima del 2007 sono computati fino a un massimo di 15.

190. Le somme erogate a titolo di RITA sono imputate, ai fini della determinazione del relativo imponibile, prioritariamente agli importi della prestazione medesima maturati fino al 31 dicembre 2000  e,  per la parte eccedente, prima a quelli maturati dal 1º gennaio 2001 al 31 dicembre 2006 e successivamente a  quelli  maturati  dal  1º  gennaio 2007.

191. Le disposizioni di cui ai commi 188, 189 e  190  si  applicano anche  ai  dipendenti  pubblici  che   hanno   aderito   alle   forme pensionistiche complementari loro destinate.

192. Per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70,  comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  nonche'  per  il personale degli enti pubblici di  ricerca,  che  accedono  a  RITA  e cessano dal rapporto di lavoro, il trattamento di fine rapporto e  di fine servizio sono corrisposti al momento in cui il soggetto  avrebbe maturato il diritto  alla  corresponsione  degli  stessi  secondo  le disposizioni dell'articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6  dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22  dicembre 2011, n. 214, e la disciplina vigente in  materia  di  corresponsione del trattamento di fine servizio comunque denominato.

193. Il Governo trasmette alle Camere entro il  10  settembre  2018 una  relazione  nella   quale   da'   conto   dei   risultati   delle sperimentazioni relative alle misure di cui ai commi da 166 a  186  e da 188 a 192  e  formula  proposte  in  ordine  alla  loro  eventuale prosecuzione.

194. Con effetto sui trattamenti pensionistici  decorrenti  dal  1º gennaio 2018, le disposizioni di cui all'articolo 24, comma 10, terzo e  quarto  periodo,  del  decreto-legge  6  dicembre  2011,  n.  201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214, in materia di riduzione percentuale  dei  trattamenti  pensionistici, non trovano applicazione.

195. All'articolo 1, comma 239, della legge 24  dicembre  2012,  n. 228, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo periodo, dopo le parole: «e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima,» sono inserite le seguenti:  «nonche'  agli enti di previdenza di cui al decreto legislativo 30 giugno  1994,  n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103,» e le parole: «, qualora non siano in possesso dei  requisiti  per  il  diritto  al trattamento pensionistico» sono soppresse;b) il secondo periodo e' sostituito dal  seguente:  «La  predetta facolta' puo' essere esercitata per la liquidazione  del  trattamento pensionistico a  condizione  che  il  soggetto  interessato  abbia  i requisiti anagrafici  previsti  dal  comma  6  dell'articolo  24  del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e il requisito contributivo  di cui al comma 7 del medesimo articolo  24,  ovvero,  indipendentemente dal possesso dei requisiti anagrafici,  abbia  maturato  l'anzianita' contributiva prevista dal comma 10 del medesimo articolo 24, adeguata agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell'articolo 12  del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nonche' per la  liquidazione  dei trattamenti per inabilita' e ai superstiti di assicurato deceduto».

196. Per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70,  comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  nonche'  per  il personale degli enti pubblici di  ricerca,  che  si  avvalgono  della facolta' di cui all'articolo 1, comma 239, della  legge  24  dicembre 2012, n. 228, come modificato dal comma 195 del presente articolo,  i termini di pagamento  delle  indennita'  di  fine  servizio  comunque denominate di cui all'articolo 3 del  decreto-legge 28 marzo 1997,  n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge  28  maggio  1997,  n. 140, iniziano a decorrere al compimento dell'eta' di cui all'articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.  201,  convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.