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L'APE volontaria e l'APE aziendale IL TESTO sulla G.U.

APE

26-12-2016  L’Ape consiste nella possibilità di uscire dal lavoro a 63 anni di età, se si possiedono almeno 20 anni di contributi, anticipando così la pensione di vecchiaia sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi.

L’anticipo, però, potrebbe anche risultare superiore a 3 anni e 7 mesi, nel caso in cui i requisiti d’età per raggiungere la pensione di vecchiaia siano spostati in avanti.

Per gli anni 2016 e 2017, i requisiti d’età per accedere alla pensione di vecchiaia sono pari a:

  • 66 anni e 7 mesi, per gli uomini e le dipendenti pubbliche;
  • 65 anni e 7 mesi per le dipendenti del settore privato;
  • 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome.

Dal 2018 l’età per la pensione di vecchiaia sarà uguale per tutti e pari a 66 anni e 7 mesi.

Nel 2019 l’età dovrebbe aumentare a 66 anni e 11 mesi, a meno che non siano confermati i decrementi della speranza di vita registrati nel 2015, nel qual caso il requisito resterebbe a 66 anni e 7 mesi.

L’anticipo pensionistico può essere richiesto:

  • dai lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago): lavoratori dipendenti del settore privato e lavoratori iscritti alle gestioni artigiani, commercianti, coltivatori;
  • dai lavoratori iscritti ai fondi sostitutivi dell’Ago: ex fondo elettrici, telefonici, Enpals, etc.;
  • dai lavoratori iscritti ai fondi esclusivi, come ex Inpdap, ex Ipost, etc.

Non può essere richiesto da chi è iscritto alle casse professionali.

Perché possa essere richiesto l’anticipo, inoltre, è necessario che la futura pensione ammonti a 1,4 volte il trattamento minimo, cioè a 702,65 euro.

Dal momento dell’uscita dal lavoro sino alla maturazione dell’età pensionabile, il lavoratore riceve l’Ape, l’anticipo pensionistico, che è un assegno mensile erogato da una banca convenzionata grazie a un prestito richiesto dal lavoratore tramite l’Inps.

Questo prestito deve essere restituito in 20 anni, mediante l’applicazione di una penalizzazione sulla pensione che, si stima, sarà pari al 4,7% per ogni anno di anticipo (è stato ipotizzato un tasso pari al 2,5% annuo). L’ammontare della penalizzazione dipende anche dall’ammontare dell’anticipo; l’Ape, difatti, non è uguale alla futura pensione, ma ammonta a una percentuale della pensione netta: minore è la percentuale, più bassa risulta la penalizzazione.

Il taglio della pensione, comunque, non è determinato solo dal prestito, ma anche da un’assicurazione obbligatoria per il rischio di premorienza del pensionato.

L’Ape è esente da imposizione fiscale. Annualmente al pensionato è riconosciuto un credito di imposta pari al 50% del ventesimo degli interessi e del premio assicurativo complessivamente dovuti in base ai contratti stipulati. Dal momento del pensionamento, l’Inps riconoscerà il credito di imposta.

Percentuali, ammontare massimo e minimo dei prestiti e importi delle assicurazioni saranno definiti da un dpcm (un decreto del presidente del Consiglio dei ministri) che dovrà uscire entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di bilancio. L’anticipo minimo dovrà essere pari almeno a 6 mesi.

Per accedere all’Ape, l’interessato deve inoltrare, tramite il sito dell’Inps, una prima domanda con la quale richiede all’istituto la certificazione della pensione futura. L’Inps dovrà verificare e certificare il possesso dei requisiti, comunicando anche l’importo minimo e massimo ottenibile con l’anticipo pensionistico.

Una volta ricevuta la certificazione, il lavoratore deve inoltrare una domanda online per ottenere il pagamento dell’Ape, con la quale sceglie la banca che erogherà il prestito e l’assicurazione contro il rischio di premorienza (da individuarsi tra gli istituti che sigleranno un’apposita convenzione): l’istanza vale anche come domanda di pensione di vecchiaia (che sarà erogata al raggiungimento dei requisiti di età) e sarà irrevocabile.

Se la domanda viene respinta, o l’interessato recede dall’operazione di finanziamento, la domanda di pensione resta priva di effetti.

L’interessato può, comunque, recedere dal contratto di assicurazione contro il rischio di premorienza entro 14 giorni.

Una volta conseguita la pensione di vecchiaia, l’interessato può decidere di non subire penalizzazioni sulla pensione e di estinguere il prestito in un’unica soluzione.

Ape aziendale

Per incentivare il ricorso all’Ape volontaria, per i dipendenti in esubero a seguito di crisi o ristrutturazioni aziendali, è stata  prevista la possibilità che i costi siano, almeno in parte, compensati dall’azienda col versamento di contributi aggiuntivi, in cambio dell’uscita volontaria del dipendente


La nota informativa pubblicata dall'INPS..........


Il testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale

 


 

166. A decorrere dal 1º maggio 2017, in via sperimentale fino al 31dicembre  2018,  e'  istituito  l'anticipo  finanziario  a   garanzia pensionistica (APE). L'APE e' un prestito corrisposto a quote mensili per dodici  mensilita' a un soggetto in possesso dei requisiti di  cui al comma 167 del presente articolo fino alla  maturazione del  diritto alla pensione di vecchiaia di cui all'articolo 24, commi 6 e  7,  del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. La  restituzione  del  prestito avviene a partire dalla maturazione  del  diritto  alla  pensione  di vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata  di  venti anni. Il prestito e' coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza.

167. L'APE puo' essere richiesto dagli  iscritti  all'assicurazione generale  obbligatoria, alle  forme  sostitutive  ed  esclusive  della medesima e alla Gestione separata di cui all'articolo  2,  comma  26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che, al momento della richiesta di APE, hanno un'eta' anagrafica minima di 63 anni  e  che  maturano  il diritto a una pensione di vecchiaia entro 3 anni e  7  mesi,  purche' siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti  anni  e la loro pensione, al netto della rata di ammortamento  corrispondenteall'APE richiesta, sia pari o superiore, al momento dell'accesso alla prestazione,   a   1,4   volte   il   trattamento   minimo   previsto nell'assicurazione generale obbligatoria. Non possono ottenere  l'APE coloro  che  sono  gia'  titolari  di  un  trattamento  pensionistico diretto.

168. Il  soggetto   richiedente,   direttamente   o   tramite   un intermediario autorizzato ai sensi della legge 30 marzo 2001, n. 152, presenta all'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  (INPS), tramite  il  suo  portale,  domanda  di  certificazione  del  diritto all'APE. L'INPS, verificato il possesso dei requisiti di cui al comma 167 del  presente  articolo,  certifica  il  diritto  e  comunica  al soggetto richiedente l'importo minimo e  l'importo  massimo  dell'APE ottenibile.

169. Il soggetto in possesso della certificazione di cui  al  comma 168 del presente articolo, direttamente o  tramite  un  intermediario autorizzato ai sensi della legge 30 marzo  2001,  n.  152,  presenta, attraverso l'uso dell'identita' digitale SPID di secondo livello,  di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri  24  ottobre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 9 dicembre 2014,e con i modelli da  approvare  con  il  decreto  del  Presidente  del Consiglio dei ministri di cui al comma  175  del  presente  articolo, domanda di APE e domanda di pensione di  vecchiaia  da  liquidare  al raggiungimento dei requisiti  di  legge.  La  domanda  di  APE  e  di pensione di cui al periodo precedente non sono revocabili,  salvo  in caso di esercizio del diritto di recesso di cui agli articoli 125-ter del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di  cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e 67-duodecies  del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6  settembre  2005, n. 206. In deroga all'articolo 67-duodecies, comma 2, del codice  del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.  206,  il termine per recedere dal contratto di assicurazione di cui  ai  commi da 166 a 186 del presente  articolo  e'  di  quattordici  giorni.  La facolta' di estinzione anticipata dell'APE e'  regolata  dal  decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui  al  comma  175  del presente articolo. Nella domanda il soggetto  richiedente  indica  il finanziatore cui richiedere  l'APE,  nonche'  l'impresa  assicurativa alla quale richiedere la copertura del  rischio  di  premorienza.  Le informazioni precontrattuali e  contrattuali  previste  ai  sensi  di legge sono fornite, in formato elettronico e su supporto durevole, al soggetto  richiedente  dall'INPS,  per  conto  del   finanziatore   e dell'impresa assicurativa; il finanziatore e  l'impresa  assicurativa forniscono all'INPS, in tempo utile, la documentazione necessaria.  I finanziatori e le imprese assicurative sono  scelti  tra  quelli  che aderiscono agli accordi-quadro da stipulare, a  seguito  dell'entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri  di cui al comma 175 del presente articolo, tra il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e, rispettivamente, l'Associazione bancaria  italiana  e  l'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici e altre  imprese  assicurative primarie. L'attivita' svolta dall'INPS ai sensi dei commi  da  166  a 186 del presente articolo non costituisce  esercizio  di  agenzia  in attivita'  finanziaria,  ne'  di  mediazione   creditizia,   ne'   di intermediazione assicurativa.

170. La durata minima dell'APE e' di sei mesi. L'entita'  minima  e l'entita' massima di APE richiedibile sono stabilite dal decreto  del Presidente del Consiglio  dei  ministri  di  cui  al  comma  175  del presente articolo. Ai fini dell'applicazione delle  disposizioni  del titolo VI del testo unico di cui al decreto legislativo 1º  settembre 1993, n. 385, il prestito costituisce credito ai consumatori. Per  le finalita' di cui al decreto legislativo 21  novembre  2007,  n.  231, l'operazione di finanziamento e' sottoposta a  obblighi  semplificati di adeguata  verifica  della  clientela.  Con  decreto  del  Ministro dell'economia e delle  finanze,  sentito  il  Comitato  di  sicurezza finanziaria, sono definite le modalita' semplificate  di  adempimentodei predetti obblighi, tenuto conto della natura del  prodotto  e  di ogni altra circostanza riferibile  al  profilo  di  rischio  connesso all'operazione  di  finanziamento.  Il  decreto  del  Presidente  del Consiglio dei ministri di cui al  comma  175  del  presente  articolo disciplina le  comunicazioni  periodiche  al  soggetto  finanziato  e assicurato, anche in deroga a quanto previsto dalla legge.

171. L'istituto  finanziatore  trasmette  all'INPS  e  al  soggetto richiedente   il   contratto   di   prestito,   ovvero    l'eventuale comunicazione  di  reiezione  dello  stesso.  L'identificazione   del soggetto richiedente e' effettuata  dall'INPS  con  il  sistema  SPID anche ai sensi dell'articolo 30, comma 8, del decreto legislativo  21 novembre 2007, n.  231,  per  il  perfezionamento  del  contratto  di finanziamento  e  della   polizza   assicurativa   del   rischio   di premorienza. In caso di concessione  del  prestito,  dalla  data  del  perfezionamento decorre il termine di cui agli articoli  125-ter  del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n.  385, e 67-duodecies del codice di cui al decreto legislativo  6  settembre 2005, n. 206, se il soggetto richiedente ha ricevuto dall'INPS  tutte le informazioni precontrattuali e  contrattuali previste ai  sensi  di legge. In caso di reiezione della richiesta,  ovvero  di  recesso  da parte del soggetto richiedente, la domanda di pensione  e'  priva  di effetti. L'erogazione del prestito  ha  inizio  entro  trenta  giorni lavorativi dalla data del predetto perfezionamento. L'INPS  trattiene a partire dalla prima pensione mensile l'importo della  rata  per  il rimborso   del   finanziamento   e   lo   riversa   al   finanziatore tempestivamente e comunque non oltre centottanta giorni dalla data di scadenza della medesima rata.

172. I datori di lavoro del settore privato  del  richiedente,  gli enti bilaterali o i fondi di solidarieta' di cui agli articoli  26  e 27 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, possono, previo accordo individuale  con  il  lavoratore,  incrementare  il  montante contributivo individuale maturato da quest'ultimo, versando  all'INPS in un'unica soluzione, alla scadenza prevista per  il  pagamento  dei contributi del mese di erogazione della prima mensilita' dell'APE, un contributo non inferiore, per ciascun anno  o  frazione  di  anno  di anticipo rispetto alla  maturazione  del  diritto  alla  pensione  di vecchiaia, all'importo  determinato  ai  sensi  dell'articolo  7  del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184. Al contributo di  cui  al periodo precedente si applicano le disposizioni  sanzionatorie  e  di riscossione previste dall'articolo 116, comma 8,  lettera  a),  della legge 23 dicembre 2000, n. 388,  nel  caso  di  mancato  o  ritardato pagamento dei contributi previdenziali obbligatori. 

173.  E'  istituito  nello  stato  di  previsione   del   Ministero dell'economia e delle finanze un  Fondo  di  garanzia  per  l'accesso all'APE, con una dotazione iniziale pari a 70  milioni  di  euro  per l'anno 2017. Le disponibilita' del Fondo di cui all'articolo 1, comma 32, della legge 23 dicembre 2014, n. 190,  sono  versate  all'entrata del bilancio dello Stato per il corrispondente importo di 70  milioni di euro nell'anno 2017.  Per  le  finalita'  del  presente  comma  e' autorizzata l'istituzione di un apposito  conto  corrente  presso  la tesoreria dello Stato. Il Fondo di garanzia per l'accesso all'APE  e' ulteriormente alimentato con  le  commissioni  di  accesso  al  Fondo stesso, che a tal fine sono versate all'entrata  del  bilancio  dello Stato per la successiva riassegnazione  al  Fondo.  Tali  somme  sono versate sul conto corrente presso la tesoreria dello Stato  istituito ai sensi del terzo periodo del presente comma. La garanzia del  Fondo copre l'80 per cento del  finanziamento  di  cui  al  comma  166  del presente articolo e dei relativi interessi. La garanzia del Fondo  e' a prima richiesta, esplicita, incondizionata, irrevocabile e onerosa.  Gli interventi del Fondo sono assistiti dalla garanzia  dello  Stato, avente  le  medesime  caratteristiche  di  quella  del  Fondo,  quale garanzia di ultima istanza. Il finanziamento  e'  altresi'  assistito automaticamente dal privilegio di cui all'articolo  2751-bis,  numero 1),  del  codice  civile.  La  garanzia  dello  Stato   e'   elencata nell'allegato allo stato di previsione del Ministero dell'economia  e delle finanze, di cui all'articolo 31 della legge 31  dicembre  2009, n. 196. Il Fondo e' surrogato di diritto alla  banca,  per  l'importo pagato, nel privilegio di cui al citato articolo 2751-bis, numero 1), del codice civile. Tale finanziamento e le formalita' a esso connesse nell'intero svolgimento del  rapporto  sono  esenti  dall'imposta  di registro, dall'imposta di bollo e da ogni  altra  imposta  indiretta, nonche' da ogni altro tributo o diritto.

174. All'APE si applica il tasso  di  interesse  e  la  misura  del premio  assicurativo  relativa  all'assicurazione  di  copertura  del rischio di premorienza indicati negli accordi-quadro di cui al  comma 169.

175. Le modalita' di attuazione delle disposizioni di cui ai  commi da 165 a 174 e gli ulteriori criteri, condizioni  e  adempimenti  per l'accesso al finanziamento, nonche' i criteri,  le  condizioni  e  le modalita' di funzionamento del Fondo di garanzia di cui al comma  173 e della garanzia di ultima istanza dello Stato sono disciplinati  con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro sessanta giorni dalla  data di entrata in vigore della presente legge.

176. La gestione del Fondo di garanzia  di  cui  al  comma  173  e' affidata all'INPS sulla base di un'apposita convenzione da  stipulare tra lo stesso Istituto e il Ministro dell'economia e delle finanze  e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

177. Le somme erogate in quote mensili di  cui  al  comma  166  del presente articolo  non  concorrono  a  formare  il  reddito  ai  fini dell'imposta sul  reddito  delle  persone  fisiche.  A  fronte  degli interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi per la copertura del rischio di  premorienza  corrisposti  al  soggetto  erogatore  e' riconosciuto, alle condizioni di cui al presente  comma,  un  credito d'imposta annuo nella misura massima del 50  per  cento  dell'importo pari  a  un  ventesimo  degli  interessi  e  dei  premi  assicurativi complessivamente  pattuiti  nei  relativi  contratti.  Tale   credito d'imposta non concorre alla formazione  del  reddito  ai  fini  delle imposte sui redditi ed e' riconosciuto dall'INPS per l'intero importo rapportato a mese a partire dal primo pagamento  del  trattamento  di pensione. L'INPS recupera il credito rivalendosi  sulle  ritenute  da versare  mensilmente  all'erario  nella  sua  qualita'  di  sostituto d'imposta. All'APE si applicano gli articoli da 15 a 22  del  decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601.

178. Gli effetti della trattenuta di cui al sesto periodo del comma 171  non  rilevano  ai  fini  del   riconoscimento   di   prestazioni assistenziali e previdenziali sottoposte alla prova dei mezzi.