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Alitalia: ultime notizie sulla vertenza

Alitalia


09-03-2017 Alitalia, tagliati tutti i voli su Reggio Calabria


06-03-2017  Il consiglio di amministrazione di Alitalia approverà il piano entro la fine della settimana. Lo si legge nel comunicato diffuso al termine del board, durato all'incirca un paio d'ore. Il cda di oggi - si legge nella nota - è stato aggiornato sul processo di condivisione con gli azionisti del piano di rilancio della compagnia, alla luce del lavoro svolto dall'avdisor Roland Berger che sta redigendo una valutazione indipendente del piano stesso.

 

 


05-03-2017 Alitalia: circa 2.000 esuberi, taglio degli stipendi in media del 31%

 


26-02-2017  Accordo raggiunto tra Alitalia e sindacati sul contratto

 


26-02-2017 Alitalia, ok dei sindacati all’accordo sul contratto. 25-02-2017 Alitalia, piano del governo


23-02-2017  Oggi lo sciopero. Non riparte la trattativa tra Alitalia e sindacati sul contratto.

 


22-02-2017 I sindacati non partecipano all' incontro convocato da Assarea

 


23-02-2017  Esito incontro tra Governo e Sindacati sulla vertenza Alitalia


20-02-2017     Alitalia, al via vertice compagnia-sindacati.


16-02-2017   Alitalia, lunedì sindacati convocati al ministero dei Trasporti

 

 


13-02-2017  Alitalia, legali dei sindacati diffidano azienda: rispettare accordo e contratti


11-02-2017  Alitalia, Delrio preannucia: “Prossima settimana incontro Governo



27-01-2017   Alitalia, sindacati preparano lo sciopero
26-01-2017  Alitalia, mediazione fallita: a breve annuncio dello sciopero
25-01-2017  Alitalia: il numero uno di Etihad, Hogan, lascerà nella seconda metà del 2017


23-01-2017  Alitalia, Cda concluso: Ball prospetta risparmio ma non a spese dei lavoratori

 


21-01-2017  Alitalia: Sindacati, senza risposte sciopero è inevitabile



20-01-2017  Alitalia, Messina: serve partner industriale, rapporti Intesa-Etihad buoni

 


19-01-2017   Etihad conferma impegno su Alitalia

 


17-01-2017  Alitalia, rinviato lo sciopero di venerdì 20 ancora due settimane di tempo per il piano
15-01-2017   Alitalia, Etihad tenta la carta Lufthansa




13-01-2017  L'Autorità di garanzia per gli scioperi ha valutato legittime le astensioni del personale di Alitalia del 20 gennaio (dalle 14 alle 18) e del 23 febbraio (24 ore, con garanzia delle fasce) prossimi. Inoltre, l'Autorità, ha deliberato di "invitare Alitalia ad avviare con le organizzazioni sindacali la procedura per raggiungere un Accordo finalizzato a dare concreta attuazione alle disposizioni vigenti in materia di impiego del personale da comandare in caso di sciopero". Il Garante, "anche al fine di un miglior contemperamento dell'esercizio di sciopero dei lavoratori con i diritti degli utenti, ha, tra l'altro, invitato l'Azienda ad individuare misure di contingentamento del personale non sproporzionate rispetto alle effettive esigenze di funzionamento del servizio".

A preoccupare le sigle di categoria è la situazione della compagnia, che continua a perdere circa un milione al giorno e sta cercando di avviare la ’fase due’ per il rilancio da qui al 2021. Per questo le segreterie nazionali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo, hanno preso carta e penna per chiedere al Governo un "urgentissimo incontro" sulla situazione dell'Alitalia e delle altre crisi del settore. La questione più immediata concerne gli ammortizzatori sociali ed il fondo di solidarietà su cui lo scorso 21 novembre è già stato proclamato uno sciopero generale del trasporto aereo per il prossimo 20 gennaio. Nella lettera, inviata ai ministri interessati e a tutti gli "stakeholder", i sindacati sottolineano come, pur in presenza di novità positive in merito alle decisioni del Fondo la maggior parte delle delibere attese sul biennio, e non solo, non siano state approvate. “In queste settimane - prosegue la lettera - si sono susseguite molte crisi aziendali che hanno pesantemente aggravato le problematiche sia del fondo che del trasporto aereo”. Tra queste proprio la vicenda Alitalia con il rinvio della presentazione del piano industriale alle organizzazioni sindacali, che - sottolineano i sindacati - “ha generato ulteriore tensione sia tra i lavoratori coinvolti di Alitalia che del settore. Alla luce delle ragioni alla base dello sciopero previsto per il 20 gennaio e per le ragioni intervenute in questi giorni con le crisi aperte e la grave situazione dell'Alitalia, vi richiediamo un urgentissimo incontro al fine di valutare ogni possibile decisione”.

"È inaccettabile che si parli nuovamente di esuberi e di taglio al costo del lavoro in Alitalia senza che sia stato presentato un serio piano industriale". Lo ha detto a Bologna, a margine di un'iniziativa del sindacato, la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. "È molto corretta - ha aggiunto - la posizione espressa oggi dal ministro dello Sviluppo Calenda. Non si possono scaricare le responsabilità evidenti del management ancora una volta sui lavoratori. È un film già visto altre volte in Alitalia. Se ci sono dei problemi di gestione e di business plan, la compagnia non può scaricarli sui lavoratori o sulle condizioni salariali. Per questo è opportuno che si apra un confronto serio tra l'azienda e il sindacato, con un ruolo attivo e responsabile del Governo, per dare una prospettiva di sicurezza al trasporto aereo e garanzie alle tante lavoratrici e ai lavoratori di Alitalia che in poco meno di otto anni hanno già subito pesanti ripercussioni sul piano occupazionale".

“Ci fa piacere che anche il Governo nella persona del Ministro Calenda la pensi come noi: è da tempo che tentiamo di riportiamo all’attenzione di tutti che le soluzioni ai problemi di questa azienda non possono essere ricercate solamente sul versante lavoro, intervenendo su tagli di personale e sui loro stipendi”, si associa anche Emiliano Fiorentino, Segretario nazionale della Fit-Cisl, in merito alle affermazioni del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. “Pensare di partire con interventi sui lavoratori ancor prima di avere un piano industriale "condiviso e credibile" – prosegue Fiorentino – è paragonabile a un fantino che si presenta a una gara con la sola sella e senza il cavallo. Per queste incertezze che ancora vertono sulla situazione Alitalia, abbiamo aperto una vertenza a cui devono seguire necessariamente delle risposte concrete e serie. Non è possibile continuare a lavorare con i ‘forse’ e con i ‘poi si vedrà’. Alla terza ristrutturazione in poco meno di 8 anni è imprescindibile che questa trattativa venga seguita con attenzione e portata avanti da Governo, azienda e parti sociali”.

Alla luce delle perplessità espresse anche dai rappresentanti del Governo sull'incontro avuto con i vertici Alitalia, riguardanti il fatto che non devono essere i lavoratori a pagare per primi alcune inefficienze anche del management o delle scelte manageriali, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo concludono chiedendo che il confronto con il Governo prosegua coinvolgendo anche le stesse sigle sindacali.


MILANO
- 12-01-2017   Se l'Alitalia si trova ciclicamente a fare i conti con lo spettro di un default è perché non è una società gestita bene: per questo le colpe non devono cadere sui lavoratori. Il lavoro migliora, ci sono più occupati, ma non si possono certo stappare i migliori champagne. E sul tema dei voucher e del Jobs act, a valle della decisione della Consulta che ha aperto le porte al referendum sui buoni lavoro e sugli appalti, chiudendole però sull'articolo 18, il governo si dice pronto a correggere il funzionamento della forma di retribuzione di lavoratori occasionali diventata un nido di irregolarità. Ma non se ne deve fare una battaglia ideologica. E' il pensiero a tutto tondo, che spazia sui principali temi economici del momento, del ministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, intervenuto a Radio Anch'io di buona mattina. Calenda non ha risparmiato una nuova stoccata alla francese Vivendi, che si è lanciata nella scalata a Mediaset: l'ha definita una "condotta opaca", e ha assicurato che l'Italia "non accetta scorrerie".

La situazione della ex compagnia di bandiera "è stata gestita oggettivamente male", ha affermato il ministro dello Sviluppo economico secondo cui è "inaccettabile che una gestione non buona venga ribaltata sui lavoratori". Intervistato su Radio2, Calenda ha sottolineato che "non esiste" che l'azienda parli di esuberi prima di presentare il piano industriale. "Non spetta a me dirlo, la fiducia ce la devono avere gli azionisti. Mi pare oggettivo che la compagnia è stata gestita male. Quello che è inaccettabile è scaricare questo sui lavoratori", ha specificato. E' dunque inaccettabile parlare di esuberi prima di vedere un piano di rilancio: "Questo il governo l'ha detto chiaro all'azienda".

Nella compagnia il clima è teso e la frattura tra società e dipendenti è ormai conclamata: è probabile che verso la fine di febbraio - salvo intese ad ora difficili - si arrivi allo sciopero (nel mezzo c'è lo sciopero generale del trasporto aereo già proclamato per il 20 gennaio sul problema degli ammortizzatori sociali e del fondo di solidarietà). Nonostante l'arrivo di Etihad come socio forte, la situazione finanziaria di Alitalia non si è risollevata. Nelle ultime settimane è stato necessario un ennesimo sforzo di concertazione con i soci - in particolare Intesa, Unicredit e la stessa Etihad - per arrivare a siglare l'accordo per il finanziamento a sostegno della nuova parte del piano industriale. Un programma del quale mancano ancora i contorni definiti, come ha rilevato il governo, ma sul quale pendono 1.500 possibili esuberi per tagliare i costi. Intanto l'operazione di dimagrimento è iniziata con la scure sulla tratta Roma-Malpensa e il congelamento degli scatti salariali, una scelta che ha intesito ancor di più i rapporti con i sindacati.


Alitalia, incontro al Mise




Alitalia: Governo attende dettagli piano industriale

Lunedì, 09 Gennaio 2017

Il Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio hanno riunito oggi presso la sede del Mise i vertici di Alitalia e i rappresentanti degli azionisti e delle istituzioni finanziarie coinvolte.

L’incontro è servito per fare il punto sulla situazione dell’azienda e sulle prospettive future in vista della definizione dei dettagli del piano per il rilancio della compagnia. Obiettivo verso il quale è stato riscontrato unanime sostegno da parte di tutti i presenti.

Nel corso dell’incontro, il governo ha chiesto ad Alitalia di presentare entro le prossime settimane un piano industriale dettagliato condiviso dagli azionisti, dalle banche e dalle istituzioni finanziarie creditrici. Ogni eventuale discussione sui livelli occupazionali sarà affrontata solo in seguito, una volta che sarà finalizzato nei dettagli un piano industriale che definisca il progetto di lungo periodo dell’azienda e il rilancio della stessa.

E’ stata infine ribadita da parte del governo la disponibilità a sostenere, nell’ambito delle proprie competenze, il piano industriale una volta che esso sarà presentato e condiviso.



08-01-2017  Un’ulteriore liberalizzazione per i voli da Milano Linate. Con la possibilità di atterrare anche su scali extra-Ue come Mosca e San Pietroburgo ritenuti redditizi. Riadattando il decreto Lupi, già operativo. Soprattutto una rinegoziazione di alcune tratte domestiche in perdita. La discussione verterà soprattutto sulla Roma-Reggio Calabria. Alitalia, che continua a perdere più di un milione di euro al giorno, vorrebbe che si adottasse lo schema della continuità territoriale, già in vigore per la Sardegna. Con un contributo da parte dello Stato girato agli azionisti dello scalo reggino: la regione Calabria, il comune, la provincia e la camera di Commercio locale. In modo da abbatterne il costo (a valle) per la compagnia.


Saranno queste le richieste che Cramer Ball, l’amministratore delegato di Alitalia, presenterà domani al governo contestualmente al piano industriale da qui al 2021 della compagnia aerea. Si tratta di un documento di 150 pagine su cui Ball si gioca la permanenza al vertice della compagnia. Dovrà convincere tre ministri, tra cui Pier Carlo Padoan (Tesoro)e Graziano Delrio (Infrastrutture). Soprattutto Carlo Calenda, titolare dello Sviluppo, preoccupato per le ricadute sociali. Gli esuberi saranno al massimo 1.600, non 4 mila come trapelato inizialmente. Comunque più di un decimo della forza lavoro attuale. I tagli riguarderanno soprattutto il personale di terra, ma ci sono da convincere i soci storici (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Atlantia e Immsi di Colaninno) della bontà di questa strategia. Che prevede una ricomposizione sul corto raggio (i voli sull’Europa continentale) penalizzata dalla concorrenza delle lowcost. Nel grafico in alto si nota come Alitalia abbia movimentato nel 2015 meno di un quinto dei passeggeri di Lufthansa e Ryanair. Con una struttura di costo non più tollerabile.


Alitalia: dal 1 gennaio stop al contratto nazionale

02-01-2017  Contratto scaduto e stop agli scatti di anzianità dei dipendenti per i prossimi due mesi. È quanto succede in Alitalia a partire dal 1 gennaio, in attesa di firmare un nuovo accordo collettivo. Una decisione che la compagnia ha comunicato per lettera a fine anno a sindacati e lavoratori, precisando che con la perdita di efficacia del Ccnl viene a mancare “un'organica disciplina collettiva”, con la conseguenza del congelamento degli “incrementi retributivi connessi all'anzianità che maturerebbero a partire dal mese di gennaio 2017”.

Una decisione che non è piaciuta ai sindacati, che hanno espresso la propria “assoluta contrarietà nel metodo e nel merito, sia alla decisione di recesso del contratto nazionale sia del congelamento degli automatismi, che hanno a nostro parere, invece, assoluta continuità ed efficacia normativa ed economica”. Filt Cgil, Fit Cisl reti, Uiltrasporti e Ugl trasporto aereo rimarcano di sentirsi “impegnate già dai prossimi giorni ad aprire il negoziato sul contratto collettivo nazionale di lavoro, sulla base della piattaforma presentata”.

Un confronto, però, che non si annuncia facile. Per i sindacati il dialogo “dovrà aprirsi a breve sul piano industriale, che richiede un’informazione dettagliata per consentire al sindacato e ai lavoratori di conoscere le decisioni assunte dagli azionisti sia sul futuro dell'impresa sia sulle conseguenze sul lavoro”. Solo a seguito della conoscenza del piano industriale, concludono Filt Cgil, Fit Cisl reti, Uiltrasporti e Ugl trasporto aereo, “potrà e dovrà avviarsi una vera trattativa con l'impresa che dovrà, per la rilevanza di Alitalia nel trasporto aereo e nel paese, coinvolgere il governo nazionale”.

Sempre riguardo il confronto, Alitalia si dice “'fiduciosa che sarà trovata la migliore intesa possibile”. Un’intesa, conclude la compagnia aerea, che dovrà essere “'in linea con l'obiettivo complessivo che l'azienda si è posta con la seconda fase del piano industriale che prevede, da un lato, una riduzione dei costi, dall'altro, un incremento dei ricavi. Traguardi necessari per garantire la sostenibilità di lungo termine dell'azienda”.

L’appuntamento tra azienda e sindacati è già fissato per martedì 10 gennaio. In quella sede Alitalia dovrà iniziare a rivelare i programmi per il futuro, che pare davvero molto complicato. L’obiettivo del ritorno al break even nel 2017 sembra già sfumato e si annuncia un nuovo piano di vasto e radicale taglio dei costi. Il nuovo contratto, secondo Alitalia, dovrebbe contenere forti aumenti di produttività per il personale navigante e una generale riduzione degli stipendi di almeno il 10 per cento. Sullo sfondo, ovviamente, c’è la richiesta di esuberi di personale: le voci che si rincorrono parlano di 1.600 posti di lavoro a rischio.


Pubblicato il: 30/12/2016


Stop agli automatismi contrattuali dei dipendenti Alitalia. A comunicarlo è stata oggi la compagnia ai sindacati. La misura scatta a partire dal primo gennaio 2017 per 60 giorni.

Nella comunicazione inviata questa mattina ai dipendenti e alle organizzazioni sindacali, Alitalia ricorda che, "stante la clausola di ultrattività, il ccnl perderà definitivamente ogni efficacia il 31 dicembre e cesserà di disciplinare i rapporti di lavoro".

Replicano in una nota Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl: "La comunicazione che Alitalia ha inviato oggi sul congelamento degli automatismi, a partire dal primo gennaio 2017 per 60 giorni, è la conferma che negli incontri avvenuti non si è trovato alcun accordo o intesa con le organizzazioni sindacali".

"Si conferma quindi la posizione assunta dalle organizzazioni sindacali, già comunicata ad Assaereo in data 20 dicembre, di assoluta contrarietà nel metodo e nel merito, sia alla decisione di recesso del contratto nazionale sia del congelamento degli automatismi, che hanno a nostro parere invece - evidenziano i sindacati - assoluta continuità ed efficacia normativa ed economica. Le organizzazioni sindacali sono impegnate già dai prossimi giorni ad aprire il negoziato sul contratto collettivo nazionale di lavoro, sulla base della piattaforma presentata".



Alitalia: si temono 1.500 esuberi

24-12-2016 -  I sindacati dei trasporti esprimono preoccupazione dopo l’incontro con i vertici di Alitalia che, dopo vari rinvii, si è tenuto ieri pomeriggio. Gli esuberi cui starebbe pensando la compagnia, secondo quanto si apprende da fonti sindacali, si aggirerebbero intorno ai 1.500, considerando gli esuberi veri e propri, le esternalizzazioni e il mancato rinnovo dei contratti a termine. Sarebbe quindi questa la cifra da cui si partirebbe, posto che a breve si aprirà un confronto con la compagnia.

Esprime "sconforto" il segretario nazionale della Fit Cisl, Emiliano Fiorentino. "Manca ancora un vero piano industriale, abbiamo visto solo le linee guida", lamenta Fabrizio Cuscito della Filt Cgil. Il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, vede "molte ombre", e sottolinea, "vogliamo il piano nero su bianco". I sindacati fanno sapere che "tra Natale e la fine dell’anno dovrebbe esserci un nuovo incontro sul piano", mentre di "esuberi si parlerà a inizio gennaio"

"Nessuna decisione definitiva sulla riduzione del personale è stata ancora presa e il management comincerà da subito le consultazioni con il personale e con le rappresentanze sindacali". Così Alitalia in una nota, dopo il via libera del Cda alla seconda fase del piano industriale, che prevede anche una radicale riduzione dei costi. "Siamo determinati a lavorare in modo costruttivo con i sindacati per trovare un’intesa sul nuovo contratto di lavoro collettivo. Il loro sostegno all’attuazione della seconda fase del piano industriale è infatti imprescindibile", sottolinea l’ad Cramer Ball.

L’incontro, previsto in un primo tempo lunedì, era già stato rimandato in attesa del via libera del cda al piano. Finalmente stamane è stata raggiunta l'Intesa con i soci della compagnia sul finanziamento della seconda fase del piano. Il Cda era aperto da diversi giorni e l’accordo tra i soci - in particolare Intesa SanPaolo, Unicredit ed Etihad - sarebbe stato siglato all’alba. Nel pomeriggio, poi, l'atteso via libera al piano.

Un accordo salutato positivamente dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. "Noi abbiamo cercato di dare una mano all’azienda - ha spiegato - che aveva un momento di grande sofferenza". "Ma i problemi da affrontare sono strutturali. Quando un’azienda fa perdite ingenti immagino si debba fare un’analisi, un nuovo Piano industriale ed è quello che avevamo chiesto", ha detto il ministro, puntualizzando di non aver ancora visto il nuovo piano: "Non l’abbiamo ancora visto, l’abbiamo chiesto, per ora abbiamo discusso solo delle direttrici". "Parliamo di perdite importanti, c’è bisogno di una strategia diversa". Sulla stessa linea il ministro dello Sviluppo economico, Antonio Calenda. "Siamo tutti a lavorare, insieme ai ministri Delrio e Padoan, affinchè la situazione migliori e si possa riprendere a far crescere un vettore importante e per noi strategico", ha spiegato il titolare di Via Veneto. "C’è stato - ha aggiunto - un impegno forte del governo anche nella nottata per supportare una positiva conclusione".

Nonostante la privatizzazione ed il controllo della compagnia passato ad Etihad (che ne possiede il 40%), Alitalia fatica a risollervarsi. Secondo le stime pubblicate dal Sole 24 Ore, la compagnia chiuderà il 2016 con una perdita di più di 400 milioni di euro, poco più di un milione di euro al giorno. Per salvarsi ci sarà bisogno di una nuova cura da cavallo, ma la medicina potrebbe avere il sapore del fiele per i lavoratori ed i sindacati.

“Siamo preoccupati per quello che abbiamo sentito in giro, c’è una forte preoccupazione perchè i lavoratori hanno già dato tanto”, spiega il segretario generale della Fit Cisl Antonio Piras. I giornali in questi giorni parlano della possibilità di più di mille tagli del personale fra licenziamenti, prepensionamenti ed esternalizzazioni, cioè trasferimenti ad altre società del gruppo. I numeri che circolano parlano di un possibile impatto che oscilla tra 600 e 2000 persone coinvolte tra mancati rinnovi di contratti, esternalizzazioni ed esuberi veri e propri. Nel 2014 l’accordo che ha permesso l’ingresso di Etihad prevedeva 1.900 esuberi. Il timore dei sindacati è che, a distanza di due anni dall’arrivo del partner arabo, ci si trovi ancora una volta al punto di partenza. “Dopo due anni e mezzo, ci troviamo con una crisi pari a quella di allora e con un Piano industriale che punta sul lungo raggio come quello del 2014», osserva il segretario generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi, avvertendo che «prima di fare qualsiasi cosa che tocchi il costo del lavoro devono convincerci sul piano industriale: il costo del lavoro deve essere l’ultima cosa”. Dalla Filt Cgil l’auspicio è che alla fine arrivi “un Piano che abbia il consenso di tutti gli azionisti, un Piano che non sia solo di risanamento ma di sviluppo e che non sia l’ennesima ripetizione di un taglio all’occupazione”.