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Alitalia: ultime notizie sulla vertenza

Alitalia

 

27.03.2017 - Alitalia, Poletti: "Situazione molto difficile"


Piano Alitalia, si tratta su 2.073 esuberi


Alitalia ha convocato a Fiumicino i sindacati, nella tarda mattinata, per la presentazione del nuovo piano industriale.


Alitalia, sciopero dei controllori



Calenda: Alitalia deve rimanere una compagnia privata
09-03-2017 Alitalia, tagliati tutti i voli su Reggio Calabria


06-03-2017  Il consiglio di amministrazione di Alitalia approverà il piano entro la fine della settimana. Lo si legge nel comunicato diffuso al termine del board, durato all'incirca un paio d'ore. Il cda di oggi - si legge nella nota - è stato aggiornato sul processo di condivisione con gli azionisti del piano di rilancio della compagnia, alla luce del lavoro svolto dall'avdisor Roland Berger che sta redigendo una valutazione indipendente del piano stesso.  


05-03-2017 Alitalia: circa 2.000 esuberi, taglio degli stipendi in media del 31%


26-02-2017  Accordo raggiunto tra Alitalia e sindacati sul contratto


26-02-2017 Alitalia, ok dei sindacati all’accordo sul contratto. 25-02-2017 Alitalia, piano del governo


23-02-2017  Oggi lo sciopero. Non riparte la trattativa tra Alitalia e sindacati sul contratto.


22-02-2017 I sindacati non partecipano all' incontro convocato da Assarea


23-02-2017  Esito incontro tra Governo e Sindacati sulla vertenza Alitalia


20-02-2017     Alitalia, al via vertice compagnia-sindacati.


16-02-2017   Alitalia, lunedì sindacati convocati al ministero dei Trasporti


13-02-2017  Alitalia, legali dei sindacati diffidano azienda: rispettare accordo e contratti 


11-02-2017  Alitalia, Delrio preannucia: “Prossima settimana incontro Governo 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

02-01-2017  Contratto scaduto e stop agli scatti di anzianità dei dipendenti per i prossimi due mesi. È quanto succede in Alitalia a partire dal 1 gennaio, in attesa di firmare un nuovo accordo collettivo. Una decisione che la compagnia ha comunicato per lettera a fine anno a sindacati e lavoratori, precisando che con la perdita di efficacia del Ccnl viene a mancare “un'organica disciplina collettiva”, con la conseguenza del congelamento degli “incrementi retributivi connessi all'anzianità che maturerebbero a partire dal mese di gennaio 2017”.

Una decisione che non è piaciuta ai sindacati, che hanno espresso la propria “assoluta contrarietà nel metodo e nel merito, sia alla decisione di recesso del contratto nazionale sia del congelamento degli automatismi, che hanno a nostro parere, invece, assoluta continuità ed efficacia normativa ed economica”. Filt Cgil, Fit Cisl reti, Uiltrasporti e Ugl trasporto aereo rimarcano di sentirsi “impegnate già dai prossimi giorni ad aprire il negoziato sul contratto collettivo nazionale di lavoro, sulla base della piattaforma presentata”.

Un confronto, però, che non si annuncia facile. Per i sindacati il dialogo “dovrà aprirsi a breve sul piano industriale, che richiede un’informazione dettagliata per consentire al sindacato e ai lavoratori di conoscere le decisioni assunte dagli azionisti sia sul futuro dell'impresa sia sulle conseguenze sul lavoro”. Solo a seguito della conoscenza del piano industriale, concludono Filt Cgil, Fit Cisl reti, Uiltrasporti e Ugl trasporto aereo, “potrà e dovrà avviarsi una vera trattativa con l'impresa che dovrà, per la rilevanza di Alitalia nel trasporto aereo e nel paese, coinvolgere il governo nazionale”.

Sempre riguardo il confronto, Alitalia si dice “'fiduciosa che sarà trovata la migliore intesa possibile”. Un’intesa, conclude la compagnia aerea, che dovrà essere “'in linea con l'obiettivo complessivo che l'azienda si è posta con la seconda fase del piano industriale che prevede, da un lato, una riduzione dei costi, dall'altro, un incremento dei ricavi. Traguardi necessari per garantire la sostenibilità di lungo termine dell'azienda”.

L’appuntamento tra azienda e sindacati è già fissato per martedì 10 gennaio. In quella sede Alitalia dovrà iniziare a rivelare i programmi per il futuro, che pare davvero molto complicato. L’obiettivo del ritorno al break even nel 2017 sembra già sfumato e si annuncia un nuovo piano di vasto e radicale taglio dei costi. Il nuovo contratto, secondo Alitalia, dovrebbe contenere forti aumenti di produttività per il personale navigante e una generale riduzione degli stipendi di almeno il 10 per cento. Sullo sfondo, ovviamente, c’è la richiesta di esuberi di personale: le voci che si rincorrono parlano di 1.600 posti di lavoro a rischio.

 

 

 


 

Pubblicato il: 30/12/2016

 

 

 

 

Stop agli automatismi contrattuali dei dipendenti Alitalia. A comunicarlo è stata oggi la compagnia ai sindacati. La misura scatta a partire dal primo gennaio 2017 per 60 giorni.

 

 

 

Nella comunicazione inviata questa mattina ai dipendenti e alle organizzazioni sindacali, Alitalia ricorda che, "stante la clausola di ultrattività, il ccnl perderà definitivamente ogni efficacia il 31 dicembre e cesserà di disciplinare i rapporti di lavoro".

 

 

 

Replicano in una nota Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl: "La comunicazione che Alitalia ha inviato oggi sul congelamento degli automatismi, a partire dal primo gennaio 2017 per 60 giorni, è la conferma che negli incontri avvenuti non si è trovato alcun accordo o intesa con le organizzazioni sindacali".

 

 

 

"Si conferma quindi la posizione assunta dalle organizzazioni sindacali, già comunicata ad Assaereo in data 20 dicembre, di assoluta contrarietà nel metodo e nel merito, sia alla decisione di recesso del contratto nazionale sia del congelamento degli automatismi, che hanno a nostro parere invece - evidenziano i sindacati - assoluta continuità ed efficacia normativa ed economica. Le organizzazioni sindacali sono impegnate già dai prossimi giorni ad aprire il negoziato sul contratto collettivo nazionale di lavoro, sulla base della piattaforma presentata".

 

 

 


 

 

Alitalia: si temono 1.500 esuberi

 

24-12-2016 -  I sindacati dei trasporti esprimono preoccupazione dopo l’incontro con i vertici di Alitalia che, dopo vari rinvii, si è tenuto ieri pomeriggio. Gli esuberi cui starebbe pensando la compagnia, secondo quanto si apprende da fonti sindacali, si aggirerebbero intorno ai 1.500, considerando gli esuberi veri e propri, le esternalizzazioni e il mancato rinnovo dei contratti a termine. Sarebbe quindi questa la cifra da cui si partirebbe, posto che a breve si aprirà un confronto con la compagnia.

 

 

 

Esprime "sconforto" il segretario nazionale della Fit Cisl, Emiliano Fiorentino. "Manca ancora un vero piano industriale, abbiamo visto solo le linee guida", lamenta Fabrizio Cuscito della Filt Cgil. Il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, vede "molte ombre", e sottolinea, "vogliamo il piano nero su bianco". I sindacati fanno sapere che "tra Natale e la fine dell’anno dovrebbe esserci un nuovo incontro sul piano", mentre di "esuberi si parlerà a inizio gennaio"

 

 

 

"Nessuna decisione definitiva sulla riduzione del personale è stata ancora presa e il management comincerà da subito le consultazioni con il personale e con le rappresentanze sindacali". Così Alitalia in una nota, dopo il via libera del Cda alla seconda fase del piano industriale, che prevede anche una radicale riduzione dei costi. "Siamo determinati a lavorare in modo costruttivo con i sindacati per trovare un’intesa sul nuovo contratto di lavoro collettivo. Il loro sostegno all’attuazione della seconda fase del piano industriale è infatti imprescindibile", sottolinea l’ad Cramer Ball.

 

 

 

L’incontro, previsto in un primo tempo lunedì, era già stato rimandato in attesa del via libera del cda al piano. Finalmente stamane è stata raggiunta l'Intesa con i soci della compagnia sul finanziamento della seconda fase del piano. Il Cda era aperto da diversi giorni e l’accordo tra i soci - in particolare Intesa SanPaolo, Unicredit ed Etihad - sarebbe stato siglato all’alba. Nel pomeriggio, poi, l'atteso via libera al piano.

 

 

 

Un accordo salutato positivamente dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. "Noi abbiamo cercato di dare una mano all’azienda - ha spiegato - che aveva un momento di grande sofferenza". "Ma i problemi da affrontare sono strutturali. Quando un’azienda fa perdite ingenti immagino si debba fare un’analisi, un nuovo Piano industriale ed è quello che avevamo chiesto", ha detto il ministro, puntualizzando di non aver ancora visto il nuovo piano: "Non l’abbiamo ancora visto, l’abbiamo chiesto, per ora abbiamo discusso solo delle direttrici". "Parliamo di perdite importanti, c’è bisogno di una strategia diversa". Sulla stessa linea il ministro dello Sviluppo economico, Antonio Calenda. "Siamo tutti a lavorare, insieme ai ministri Delrio e Padoan, affinchè la situazione migliori e si possa riprendere a far crescere un vettore importante e per noi strategico", ha spiegato il titolare di Via Veneto. "C’è stato - ha aggiunto - un impegno forte del governo anche nella nottata per supportare una positiva conclusione".

 

 

 

Nonostante la privatizzazione ed il controllo della compagnia passato ad Etihad (che ne possiede il 40%), Alitalia fatica a risollervarsi. Secondo le stime pubblicate dal Sole 24 Ore, la compagnia chiuderà il 2016 con una perdita di più di 400 milioni di euro, poco più di un milione di euro al giorno. Per salvarsi ci sarà bisogno di una nuova cura da cavallo, ma la medicina potrebbe avere il sapore del fiele per i lavoratori ed i sindacati.

 

 

 

“Siamo preoccupati per quello che abbiamo sentito in giro, c’è una forte preoccupazione perchè i lavoratori hanno già dato tanto”, spiega il segretario generale della Fit Cisl Antonio Piras. I giornali in questi giorni parlano della possibilità di più di mille tagli del personale fra licenziamenti, prepensionamenti ed esternalizzazioni, cioè trasferimenti ad altre società del gruppo. I numeri che circolano parlano di un possibile impatto che oscilla tra 600 e 2000 persone coinvolte tra mancati rinnovi di contratti, esternalizzazioni ed esuberi veri e propri. Nel 2014 l’accordo che ha permesso l’ingresso di Etihad prevedeva 1.900 esuberi. Il timore dei sindacati è che, a distanza di due anni dall’arrivo del partner arabo, ci si trovi ancora una volta al punto di partenza. “Dopo due anni e mezzo, ci troviamo con una crisi pari a quella di allora e con un Piano industriale che punta sul lungo raggio come quello del 2014», osserva il segretario generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi, avvertendo che «prima di fare qualsiasi cosa che tocchi il costo del lavoro devono convincerci sul piano industriale: il costo del lavoro deve essere l’ultima cosa”. Dalla Filt Cgil l’auspicio è che alla fine arrivi “un Piano che abbia il consenso di tutti gli azionisti, un Piano che non sia solo di risanamento ma di sviluppo e che non sia l’ennesima ripetizione di un taglio all’occupazione”.