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Proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale della Società Servizi Ausiliari Sicilia

 

Comunicato stampa: Proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale della Società Servizi Ausiliari Sicilia

18-04.2019 - Nella nota inviata al Presidente della S.A.S. da quasi tutte le OO.SS., dicono i sindacalisti Alfredo Piede della CISL FP, Mimma Calabrò della Fisascat CISL, Franco Campagna della CGIL FP e Michele D'Amico del Cobas Codir, si evincono le motivazioni che hanno portato a tale scelta, dichiarando sin da ora che laddove non dovesse pervenire una urgente convocazione gli stessi si vedranno costretti a proclamere lo sciopero generale di tutti i lavoratori della S.A.S.

Le stesse OO.SS. hanno stigmatizzato il comportamento del vertice societario, assente ancora una volta alla riunione sindacale convocata dallo stesso Presidente avv. Giuseppe Di Stefano; fattispecie quest'ultima, continuano i sindacalisti, che oltre a sfiorare il comportamento antisindacale, rischia di compromettere il pagamento del salario accessorio dovuto al personale per l'anno 2018 e impedisce di trattare tematiche che risultano essere necessarie per vita stessa della Società, per gli importanti servizi resi alla collettività e non per ultimo la tenuta occupazionale degli oltre duemila lavoratori e del futuro delle loro famiglie.
CGIL FP, CISL FP, COBAS CODIR e FISASCAT CISL, hanno più volte chiesto formalmente un tavolo negoziale, al fine di trattare il nuovo assetto organizzativo societario che deve trovare necessariamente riscontro nella redazione del nuovo Piano Industriale, nonchè le criticità connesse alle attività del personale catalogatore, fino ad arrivare - continuano i sindacalisti - all'annosa questione legata alla trasformazione del rapporto di lavoro del personale part-time storico in full-time, ovvero al completamento dell'attuale orario di lavoro settimanale a full-time (36 ore), così come previsto dalla stessa Società nel Piano industriale 2017-2019 e dall'art. 29 della Finanziaria dello 08 maggio 2018, solo per citarne alcune.

Tali atteggiamenti inaccettabili, concludono i sindacalisti, oltre ad essere lesivi dei diritti dei lavoratori, nonché limitativi delle prerogative sindacali, rischia di innescare ulteriori contenziosi con la stessa Società che incomprensibilmente, come è noto per altre vicende, si ostina a non volere definire le questioni al tavolo negoziale.

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