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Pensioni, la rassegna stampa del 07.07.2018

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Luigi Di Maio, il piano per tagliare le pensioni: sforbiciata a quelle da 4mila euro

Nel piano di Luigi Di Maio sulle pensioni si punta a tagliare quelle da 4mila euro netti mensili in su. La soglia dei 5mila, indicata originariamente, insomma, sarebbe troppo alta per garantire risparmi adeguati. Insomma, la proposta base porterebbe a poco più di 115 milioni di incassi. Mentre in questo modo i "martoriati" passerebbero da circa 30mila a oltre 100 mila e forse si raggiungerebbe il miliardo.


E non a caso, sottolinea il Giorno, Di Maio ha difeso in questi giorni Tito Boeri, da sempre schierato per l'intervento sulle pensioni più elevate calcolate con il retributivo. In pratica, si dovrebbero ricalcolare col metodo contributivo tutte le prestazioni di importo elevato liquidate nei decenni passati e far scattare un contributo sulla parte squilibrata. 

Al momento il taglio sarebbe del 5 per cento dell'intera pensione: su una pensione di 5.837 netti, quindi, la quota tolta sarebbe di 284 euro netti mensili. Ma sopra i 5mila euro l'incasso sarebbe di circa 115 milioni di euro. "Solo estendendo l'intervento dai 4mila euro netti in su di reddito pensionistico, non di singola pensione, il gettito potrebbe arrivare intorno al miliardo" conferma Stefano Patriarca, economista ex consulente del governo: "E questo non solo perché gli assegni passerebbero da 30mila a più di 100mila ma anche perché aumenterebbe lo 'squilibrio contributivo', quella parte di assegno che non corrisponde al valore finanziario dei contributi pagati".

Affari Italiani

PENSIONI, Quota 100 ma tagli sugli assegni pensionistici RIFORMA PENSIONI NEWS

Pensioni QUOTA 100 E QUOTA 41: COSTI CHOC PER L'ITALIA. Riforma pensioni news

PENSIONI, Quota 100 e il taglio delle pensioni da 4mila euro RIFORMA PENSIONI NEWS

Nel piano del governo sulle pensioni che porta all'obiettivo di Quota 100 (con seconda ferma su Quota 41) si pensa di tagliare quelle da 4mila euro netti mensili in su. La soglia dei 5mila, indicata in partenza sarebbe troppo alta per garantire risparmi adeguati. La proposta base porterebbe a poco più di 115 milioni di incassi. Così facendo si passerebbero da circa 30mila a oltre 100 mila pensioni nel mirino e forse si riuscirebbe a raggiungere il miliardo.  Al momento l'idea è di tagliare il 5% dell'intera pensione. Un esempio: su una pensione di 5.837 netti la quota tagliata sarebbe di 284 euro netti mensili. "Solo estendendo l'intervento dai 4mila euro netti in su di reddito pensionistico, non di singola pensione, il gettito potrebbe arrivare intorno al miliardo" spiega Stefano Patriarca, economista ex consulente del governo come riporta Libero: "E questo non solo perché gli assegni passerebbero da 30mila a più di 100mila ma anche perché aumenterebbe lo 'squilibrio contributivo', quella parte di assegno che non corrisponde al valore finanziario dei contributi pagati".

Pensioni, Di Maio non servono piu' migranti ma meno giovani italiani che emigrano - RIFORMA PENSIONI NEWS

"Non servono piu' migranti ma meno giovani italiani che emigrano". Queste le parole del vice premier, Luigi Di Maio, alla Casa donPENSIONI, DI MAIO: "D'ACCORDO CON BOERI SU PENSIONI D'ORO E VITALIZI. MA..." - RIFORMA PENSIONI NOTIZIE

Luigi Di Maio sugli attacchi del ministro dell'Interno Matteo Salvini al presidente Inps Tito Boeri, osserva, "il suo mandato scade nel 2019. E su molte cose abbiamo una visione comune. Penso ai vitalizi e allepensioni d'oro. Però l'Inps deve fare l'Inps e lasciare a noi il compito di fare politica". Ad esempio, il governo è al lavoro per una riduzione de lcuneo fiscale selettiva.  Un taglio del costo del lavoro da applicare "selettivamente, per ambiti di competenza", sottolinea a La Stampa il leader pentastellato, spiegando che si partirà dai "settori che riteniamo strategici. Ad esempio quelli che si occupano di made in Italy, di nuove tecnologie, dicultura e di turismo". Quanto ai costi, "abbiamo fatto delle stime. Non le rivelo per evitare che cominci il tiro al piccione".

Pensioni QUOTA 100 E QUOTA 41: COSTI CHOC PER L'ITALIA. Riforma pensioni news

PENSIONI: BRUNETTA, BOERI SBAGLIA, IMMIGRATI SONO PIU' UN COSTO CHE UN BENEFICIO - Riforma pensioni news

"Il discorso che il presidente dell'Inps Boeri ha fatto ieri, e che fa da sempre, è stato un discorso squilibrato. Gli immigrati sono un beneficio solo se lavoranoregolarmente, solo se entrano e risiedono in Italia regolarmente, ehanno un posto di lavoro nel quale pagano i contributi, produconoreddito e producono ricchezza".Così il deputato di Forza Italia RenatoBrunetta, in un'intervista a Radio Anch'io. "Normalmente gli immigrati sono giovani, e quindi non hanno carichi familiari e quindi nella prima fase della vita attiva producono ricchezza, producono contributi, che servono per pagare le pensioni dichi è più anziano di loro, sia degli italiani, sia degli immigrati digenerazioni precedenti. Se facciamo un conto a spanne -prosegue - gliimmigrati in Italia sino ad oggi sono all'incirca 5 milioni. Di questi 5 milioni, circa un milione sono irregolari, quanto permesso disoggiorno e, in quanto clandestini, questi non possono lavorare regolarmente". "Poi una parte consistente sono familiari a carico, e quindi per ragioni di età, o perché troppo giovani, o perché troppo anziani, non lavorano, pesando sul nostro welfare. Un'altra parte di popolazioneattiva, magari regolari, sono disoccupati. Solo una parte minoritaria sono regolari, quanto a permesso di soggiorno e regolari quanto aposto di lavoro. La percezione economica di tutto questo - conclude - è che gli immigrati in Italia, in questo momento storico, per come sisono accumulati nel tempo, sono più un costo che un beneficio".

SuperAbile Articolo  di Gabriela Maucci

APE SOCIALE –Presentazione di domanda dal 1° aprile al 15 luglio 2018 - Nuove disposizioni

Per il 2018 le nuove disposizioni hanno riformulato i termini per la presentazione delle domande di verifica delle condizioni per l'accesso al beneficio. Previste diverse date di scadenze per monitoraggio delle risorse

Una delle modifiche, introdotte dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018) riguarda la data di presentazione delle domande di riconoscimento dell’APE sociale  per coloro che maturano i requisiti nel corso del 2018. Infatti, è prevista una nuova formulazione dei termini per la presentazione delle domande per coloro che maturano i requisiti nel corso del 2018, fissati al 31 marzo e prorogati al 15 luglio 2018.

Le nuove disposizioni hanno riformulato i termini per la presentazione della domande di verifica delle condizioni che, per il 2018 sono: 31 marzo, 15 luglio, 30 novembre 2018.

Per il 2018 le domande di verifica dei requisiti potranno essere presentate dal 1° gennaio al 30 novembre 2018, ma sono previste diverse scadenze allo scopo di monitorare le risorse disponibili.
Corrispondentemente alla modifica dei termini di presentazione delle domande di verifica delle condizioni, cambiano anche i termini entro i quali l’Inps dovrà comunicare ai richiedenti l’esito della fase di verifica delle domande.  Pertanto, secondo le nuove scadenze, domande potranno essere presentate:

  • entro il 31 marzo 2018, e verrà data risposta entro il 30 giugno;
  • dal 1° aprile al 15 luglio 2018 e la  risposta sarà data entro il 15 ottobre 2018;
  • ed, infine, tra il 16 luglio ed il 30 novembre 2018 con risposta  entro il 31 dicembre 2018.

Queste diverse date di presentazione di domanda sono allo scopo di monitorare le risorse disponibili, quindi la domanda potrà essere accettata solo nel caso in cui le risorse residue siano sufficienti. E’ importante, dunque, che i lavoratori, che intendono avvalersi di questo trattamento pensionistico anticipato presentino domanda quanto prima, cioè non appena si raggiungono i requisiti per l’accesso.

Infatti, l’Inps nella Circolare Inps del 23 febbraio 2018, n. 34 precisa che: “Le domande presentate oltre i rispettivi termini di scadenza del 31 marzo oppure del 15 luglio 2018 e, comunque, non oltre il 30 novembre 2018, sono prese in considerazione esclusivamente se all'esito del monitoraggio dello “scaglione” precedente residuano le necessarie risorse finanziarie.”  

Per le domande di verifica alcuni requisiti potranno essere valutati in via prospettiva e quindi, mancare al momento della domanda (di verifica), per esempio il requisito anagrafico di 63 anni e contributivo richiesto oppure i 6 anni negli ultimi 7 o per almeno 7 negli ultimi 10 di svolgimento di attività lavorative gravose.

La domanda di accesso alla prestazione deve essere, invece, presentata soltanto quando risultino perfezionati tutti i requisiti richiesti, senza alcuna possibilità di essere valutata in via prospettica.

Altre modifiche, introdotte dalla legge bilancio 2018, riguardano: le donne con figli,  i caregivers, l’estensione della platea per coloro che svolgono lavori gravosi e disoccupati.
 

Consultare il testo integrale delle circolari Inps:

Circolare Inps del 23 febbraio 2018, n. 33:    Accesso al beneficio di pensionamento anticipato per i lavoratori precoci di cui all’articolo 1, commi da 199 a 201, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come modificato dall’articolo 1, commi 162 – 165, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018). Prime istruzioni applicative ed ulteriori chiarimenti in materia.

Circolare Inps del 23 febbraio 2018, n. 34:    Indennità di cui all’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) per soggetti in particolari condizioni (c.d. APE sociale). D.P.C.M. n. 88 del 23 maggio 2017. Modifiche introdotte dall’articolo 1, commi 162, lettere b), c), d), e) e h), 163, 164, 165 e 167 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018). Istruzioni applicative ed ulteriori chiarimenti in materia.


Riferimento normativo

Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge bilancio 2018):    Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020 (Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2017 - Suppl. Ordinario n. 62).

  © Copyright SuperAbile Articolo di Gabriela Maucci

 

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