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Formazione, la ricollocazione del personale

 ars

Giornale di Sicilia in edicola  (13.06.2018) Resta però il nodo del personale che verrà chiamato a lavorare ai corsi. E qui la faccenda si complica. Ogni ente sta chiamando in questi giorni docenti e amministrativi. Lagalla ha ribadito che «la priorità va data agli iscritti all’albo». Che sono poco meno di 6 mila e rappresentano gli storici lavoratori del settore, in molti casi senza stipendio da anni. In più ci sarebbero i tremila esuberi maturati fra il 2015 e oggi. Ma i sindacati temono che gli enti stiano chiamando anche personale non iscritto all’albo: «Sappiamo che ci sono altre 2.200 richieste di iscrizione all’albo - commenta Giuseppe Raimondi della Uil - e ci chiediamo che senso ha tentare di iscriversi a un albo di un settore in crisi. Quale speranza possono maturare questi nuovi iscritti?». I sindacati temono che chi chiede l’iscrizione abbia un accordo con gli enti più nuovi per essere poi arruolato o sia stato già assunto e vorrebbe adesso regolare la propria posizione. Lagalla fa un appello «al senso di responsabilità degli enti, perchè è essenziale recuperare il maggior numero possibile di lavoratori storici». L’assessore ha anche presentato un emendamento al cosiddetto collegato alla Finanziaria (al voto all’Ars in questi giorni) che renderà obbligatorio per gli enti chiamare il personale dell’albo prima di assegnare incarichi a esterni. Così quella che oggi è una raccomandazione diverrebbe un obbligo di legge. «Sarebbe il primo passo verso l’auspicato cambiamento del settore - commenta Giuseppe Messina dell’Ugl -. La norma è passata ieri in commissione con il voto favorevole del Pd che si sono aggiunti agli esponenti dei partiti di maggioranza».

Ma in assessorato stanno preparando un piano B: il prepensionamento di molti iscritti all’albo. C’è già stato un primo incontro fra Lagalla e i vertici dell’Inps.

LiveSicilia  Roberto Lagalla dichiara:

“Non potremo riassorbire tutti i lavoratori presenti nell’albo, ma molti di questi certamente

Quanta gente tornerà a lavorare? Questo non è ancora possibile saperlo. “Non certamente tutto il bacino che nel frattempo – spiega l’assessore - si è assottigliato dai circa 8.500 iniziali. Al nostro censimento hanno risposto circa 5.500 persone, molti hanno perso interesse, altri sono usciti. Ma non potranno ancora essere assorbiti tutti. Stiamo lavorando comunque nel collegato alla Finanziaria per ridare fiato al fondo di garanzia. E sempre nel collegato inseriremo una norma che darà priorità assoluta – conclude Lagalla – ai lavoratori presenti in quell’albo. Oggi la commissione di merito ha dato il via libera, e la norma quindi sarà certamente in Aula”. Pochi giorni prima che i corsi ripartano, dopo tre anni di buio.

«È chiaro - spiega l’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla - che si tratta di un primo passo, perché c’è ancora molto da fare. Lavoreremo da subito, sempre all’insegna del dialogo con le organizzazioni datoriali e le associazioni di categoria, per innovare il settore e garantire la massima tutela occupazionale. Avremo particolare attenzione per tutti quei lavoratori che, fuoriusciti da un sistema imploso negli anni scorsi, oggi si aspettano risposte responsabili, insieme a un serio e costante impegno da parte degli enti, delle organizzazioni sindacali e del governo regionale».

“Non potremo riassorbire tutti i lavoratori presenti nell’albo, ma molti di questi certamente. Poi lavoreremo anche alla riconversione degli stessi e a strumenti come il prepensionamento”.

Insomma, si riparte, dopo qualche tensione dovuta a un problema tecnico nel giorno dell’avvio delle pre-iscrizioni degli allievi ai corsi. “Alla fine la procedura ha funzionato. Le preiscrizioni sono state già chiuse: sono 47mila le adesioni, ma siccome erano possibile plurime iscrizioni, gli allievi in tutto saranno circa 27 mila. La piattaforma informatica ha funzionato senza nessun problema, soprattutto nel momento più delicato di incontro con gli enti. C’è stato un piccolo sovraccarico il primo giorno, prontamente corretto, poi tutto ha funzionato in maniera europea”.

Bisognerà poi lavorare sulla revisione della legge 24 del ‘76 e sul collegato alla Finanziaria per garantire le tutele occupazionali”.

Quanta gente tornerà a lavorare? Questo non è ancora possibile saperlo. “Non certamente tutto il bacino che nel frattempo – spiega l’assessore - si è assottigliato dai circa 8.500 iniziali. Al nostro censimento hanno risposto circa 5.500 persone, molti hanno perso interesse, altri sono usciti. Ma non potranno ancora essere assorbiti tutti. Stiamo lavorando comunque nel collegato alla Finanziaria per ridare fiato al fondo di garanzia. E sempre nel collegato inseriremo una norma che darà priorità assoluta – conclude Lagalla – ai lavoratori presenti in quell’albo. Oggi la commissione di merito ha dato il via libera, e la norma quindi sarà certamente in Aula”. Pochi giorni prima che i corsi ripartano, dopo tre anni di buio.

«È chiaro - spiega l’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla - che si tratta di un primo passo, perché c’è ancora molto da fare. Lavoreremo da subito, sempre all’insegna del dialogo con le organizzazioni datoriali e le associazioni di categoria, per innovare il settore e garantire la massima tutela occupazionale. Avremo particolare attenzione per tutti quei lavoratori che, fuoriusciti da un sistema imploso negli anni scorsi, oggi si aspettano risposte responsabili, insieme a un serio e costante impegno da parte degli enti, delle organizzazioni sindacali e del governo regionale».

“Il primo passo verso l’auspicato cambiamento del settore della Formazione professionale è stato compiuto con l’approvazione, in Commissione Lavoro all’Ars, della norma governativa che introduce rigore, chiarezza e salvaguardia occupazionale per un triennio attraverso la previsione normativa dell’albo ad esaurimento degli operatori”. A dichiararlo Giuseppe Messina, segretario regionale dell’Ugl.

“La norma è passata con il voto favorevole dei componenti del Pd che si sono aggiunti agli esponenti dei partiti di maggioranza presenti in Commissione di merito – chiarisce il sindacalista – e ci aspettiamo a Sala d’Ercole, al vaglio dell’Aula, una condivisione allargata anche alla deputazione del M5S che in Commissione si è astenuta, confidando in un ripensamento visto che trattasi di norma di rigore e trasparenza, che introduce anche una sanzione per gli enti che non dovessero applicare pedissequamente la norma, una volta approvata dal Parlamento siciliano”.

La Sicilia. Roberto Lagalla: E' chiaro - spiega l’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla - che si tratta di un primo passo, perché c'è ancora molto da fare. Lavoreremo da subito, sempre all’insegna del dialogo con le organizzazioni datoriali e le associazioni di categoria, per innovare il settore e garantire la massima tutela occupazionale. Avremo particolare attenzione per tutti quei lavoratori che, fuoriusciti da un sistema imploso negli anni scorsi, oggi si aspettano risposte responsabili, insieme a un serio e costante impegno da parte degli enti, delle organizzazioni sindacali e del governo regionale».

Giornale di Sicilia del 13.06.2018 - Formazione, via libera ai corsi

La partenza dei corsi dal 2 luglio per 46 figure professionali (dall’estetista agli esperti informatici fino alle professioni legate al turismo). Iscritti 25.500 alunni. Finanziati 42 corsi per 442 detenuti.

 

Giacinto Pipitone

palermo

Ora anche l’ultimo passaggio è stato superato: gli enti hanno completato le iscrizioni ai corsi ottenendo dalla Regione la garanzia dei finanziamenti. E a questo punto la formazione può davvero ripartire dopo due anni e mezzo dall’ultima lezione. Anche se non è ancora risolto il nodo del riassorbimento degli esuberi.

Gli enti ammessi ai finanziamenti sono 250: a loro vanno i 125 milioni stanziati a marzo dal governo. «Anche se le richieste avrebbero permesso di finanziare molti più corsi - commenta l’assessore Roberto Lagalla -. Ci sono prenotazioni per almeno altri 25 milioni. E questo è un segnale di ritrovato interesse attorno al settore».

Il meccanismo quest’anno è stato rivoluzionato. La Regione ha stanziato i 125 milioni. Poi ha chiesto agli enti di indicare i corsi che avrebbero voluto attivare. A quel punto, la settimana scorsa, sono stati gli alunni a chiedere a ogni ente di potersi iscrivere in un corso. Man mano che gli enti confermavano agli alunni l’avvenuta iscrizione, scattava il finanziamento di ogni corso con almeno 15 studenti.

E così si è arrivati ai dati di ieri. I corsi che hanno ricevuto iscrizioni e finanziamenti sono circa 1.579 per 46 figure professionali (dal classico estetista agli esperti informatici fino alle professioni legate al turismo). Gli alunni che frequenteranno almeno un corso sono 25.500. Finanziati anche 42 corsi per 442 detenuti. «A questo punto - aggiunge il presidente Nello Musumeci - posso confermare che a luglio si parte». La data segnata in rosso è il 2 luglio, anche se si tratta solo di un via libera orientativo perchè poi sta a ogni ente convocare gli alunni per la prima lezione.

Resta però il nodo del personale che verrà chiamato a lavorare ai corsi. E qui la faccenda si complica. Ogni ente sta chiamando in questi giorni docenti e amministrativi. Lagalla ha ribadito che «la priorità va data agli iscritti all’albo». Che sono poco meno di 6 mila e rappresentano gli storici lavoratori del settore, in molti casi senza stipendio da anni. In più ci sarebbero i tremila esuberi maturati fra il 2015 e oggi. Ma i sindacati temono che gli enti stiano chiamando anche personale non iscritto all’albo: «Sappiamo che ci sono altre 2.200 richieste di iscrizione all’albo - commenta Giuseppe Raimondi della Uil - e ci chiediamo che senso ha tentare di iscriversi a un albo di un settore in crisi. Quale speranza possono maturare questi nuovi iscritti?». I sindacati temono che chi chiede l’iscrizione abbia un accordo con gli enti più nuovi per essere poi arruolato o sia stato già assunto e vorrebbe adesso regolare la propria posizione. Lagalla fa un appello «al senso di responsabilità degli enti, perchè è essenziale recuperare il maggior numero possibile di lavoratori storici». L’assessore ha anche presentato un emendamento al cosiddetto collegato alla Finanziaria (al voto all’Ars in questi giorni) che renderà obbligatorio per gli enti chiamare il personale dell’albo prima di assegnare incarichi a esterni. Così quella che oggi è una raccomandazione diverrebbe un obbligo di legge. «Sarebbe il primo passo verso l’auspicato cambiamento del settore - commenta Giuseppe Messina dell’Ugl -. La norma è passata ieri in commissione con il voto favorevole del Pd che si sono aggiunti agli esponenti dei partiti di maggioranza».

Ma in assessorato stanno preparando un piano B: il prepensionamento di molti iscritti all’albo. C’è già stato un primo incontro fra Lagalla e i vertici dell’Inps.